Obesità - dott. Debora Guidi - Veterinario nutrizionista
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Obesità

GTY_fat_dog_nt_131107_16x9_992L’obesità è una patologia diventata molto frequente anche nei nostri animali da compagnia. Con un aumento di peso pari o superiore al 15-20% in più rispetto al normale un animale può essere considerato obeso.

Nell’obesità si ha un accumulo eccessivo di grasso, cosi come per l’uomo , si ha un rischio maggiore di ammalarsi con alcune patologie , come quelle polmonari e cardiovascolari. Il sovrappeso sottopone l’apparato cardiocircolatorio ad uno sforzo e un lavoro maggiore perché la massa corporea è aumentata ,questo rappresenta un grosso sforzo per il cuore già indebolito per l’infiltrazione lipidica. Si possono avere anche problemi articolari e locomotori,rischi anestesiologici e chirurgici maggiori. L’ aumento costante dell’insulina nel sangue causata dall’obesità è anche un fattore rilevante nello sviluppo del diabete mellito.

La causa dell’obesità è uno squilibrio tra apporto e consumo energetico che provoca un eccedenza energetica persistente. L’energia in più si accumula sotto forma di lipidi determinando un aumento di peso e una modificazione della composizione corporea. Ci sono diversi fattori che possono contribuire a questo squilibrio età,razza,stato riproduttivo,patologie endocrine ,livello di attività,composizione e appetibilità della dieta,ambiente e stile di vita ecc . Tra quelli più frequenti:

Età: Quando un animale invecchia si riduce la massa corporea e quindi il metabolismo basale,questo è accompagnato anche da una riduzione volontaria dell’attività fisica. I fabbisogni energetici quindi diminuiscono anche del 20% rispetto a quando era adulto. Se l’apporto alimentare non viene parallelamente ridotto,l’animale va in contro ad un aumento di peso.

Razza: Ci sono delle razze di cani che risultano più predisposte come il cocker spaniel,i labrador retriever, i terrier di piccola taglia. Nel gatto non ci sono molti dati , nel nostro paese , anche per la loro diffusione , i gatti europei sembrano quelli più predisposti. La genetica risulta un fattore molto importante facciamo quindi maggiore attenzione ai dosaggi .

Castrazione: L’obesità sembra avere una prevalenza maggiore negli animali castrati sia maschi che femmine. La maggior parte degli animali sono sottoposti ad intervento tra i 6 mesi e l’anno di età,prima che diventino sessualmente maturi. E’ importante sapere che proprio in questo periodo si verifica un naturale rallentamento della crescita e dei fabbisogni energetici in oltre l’animale adulto è meno attivo di un cucciolo ,gioca e corre meno. Se il proprietario continua a somministrare un alimento molto energetico e nelle stesse quantità l’animale aumenterà inevitabilmente di peso indipendentemente dalla castrazione . E’ comunque vero che gli ormoni sessuali possono influenzare l’assunzione volontaria del cibo ,riducendola nelle fasi di estro, portano gli animali ad essere più attivi (vagabondare,combattere ecc) e l’efficienza metabolica risulta maggiore. Un animale castrato ,quindi,ha un fabbisogno energetico di circa il 20-30% in meno rispetto ad un animale dello stesso peso intero.

In ogni programma di dimagramento tre cose sono importanti : le modifiche comportamentali , l’attività fisica e le modifiche alimentari.

Bisognerebbe evitare di offrire quotidianamente spuntini , avanzi di cibo e premi ai propri animali . Questo a volte è già sufficiente per farli dimagrire. L’attività fisica moderata e regolare aumenta la spesa energetica giornaliera. Sono raccomandati il passeggio,la corsa e il riporto per il cane. Nel gatto l’attività fisica risulta sicuramente più difficile da praticare, il gioco con oggetti può essere un ottima opportunità. Il terzo e principale componente di un programma di dimagramento è ovviamente l’alimentazione , restrizione calorica.

La prima cosa da fare è pesare l’animale e definire un obiettivo da raggiungere. Importante è stabilire il peso ideale sulla base del quale verrà calcolata la razione. E’ consigliato un dimagramento dello 1-2% a settimana, un dimagramento superiore può essere pericoloso per la salute dell’animale. Può essere utile offrire più piccoli pasti al giorno piuttosto che uno o due per gestire meglio la fame e per aumentare il dispendio energetico. L’alimento deve essere completo e bilanciato formulato in modo d’ apportare una riduzione calorica ma non una riduzione degli altri elementi (proteine,vitamine,minerali ecc) questo per non avere delle carenze. E’ consigliata una riduzione di lipidi e carboidrati un aumento invece delle proteine e della fibra. In questi animali lo stress ossidativo è molto elevato per cui è consigliato un apporto maggiore di vitamine antiossidanti (vit E,vit C) o di altre sostanze con la stessa attività come i bioflavonoidi. Può essere utile integrare l’alimento con elementi o sostanze , “attivatori del metabolismo” ,in grado da favorire un miglior utilizzo dei grassi,glucidi e proteine come l-carnitina,cromo,zinco ecc

Sebbene l’obesità nei nostri animali può essere curata,la prevenzione deve essere sempre l’obiettivo primario . Un alimentazione a porzioni controllate , l’attività fisica regolare e l’assenza di cattive abitudini sono le condizioni necessarie per prevenirla fin da quando sono cuccioli.